Il bisogno più grande dell’essere umano,
– Cos’è che spunta dalla mia testa?”
– “Oh, questi? Sono fiori. Rappresentano i pensieri
speciali che crescono nella tua mente meravigliosa.”
SHORT TERM 12, Destin Daniel Cretton.
Il bisogno più grande dell’essere umano,
spesso sottovalutato,
è di essere visto nella sua interezza,
accolto e ascoltato.
– Cos’è che spunta dalla mia testa?”
– “Oh, questi? Sono fiori. Rappresentano i pensieri
speciali che crescono nella tua mente meravigliosa.”
SHORT TERM 12, Destin Daniel Cretton.
In cosa credo
In cosa credo
Cambiamento
Solitamente la spinta che ci serve per intraprendere un percorso terapeutico è legato alla necessità di un cambiamento, spesso a causa di una sofferenza che stiamo provando e che non ci permette di condurre una vita serena.
Cooperazione
La terapia è sempre co-costruita. È quindi importantissimo che entrambe le figure coinvolte (paziente e terapeuta) mettano in gioco le proprie risorse e le proprie aree di competenza per creare e percorrere questo percorso insieme.
Resilienza
In fisica la resilienza indica la capacità di un materiale di resistere a un urto. La nostra mente è in grado di fare la stessa cosa, riorganizzandosi e ricostruendosi dopo sofferenze, acquisendo nuove competenze e nuove forme di energia.
Sentirsi a casa
La relazione terapeutica è uno dei fattori che più influenza l’esito della terapia, sentirsi quindi a proprio agio, al sicuro, in uno spazio protetto e privo di giudizi rende possibile l’esplorazione dei propri sentimenti e stati mentali.
Coraggio
Mettersi in gioco quando si tratta di sofferenza è difficile. Tirare su il telefono per chiedere aiuto richiede una buona dose di consapevolezza e coraggio, ed è già di per sè, il primo atto terapeutico che facciamo per noi stessi.
Strumenti
Oltre alle competenze umane e relazionali, c’è bisogno di una cassetta degli attrezzi ben fornita, affinchè si possa utilizzare lo strumento giusto per ogni evenienza, mettendo sempre al centro le necessità del paziente.
A cosa penso
A cosa penso
It Takes A Village – Marta Busso.


